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CORSI CAD A MILANO E LOMBARDIA – AutoCAD, MAP, Inventor, Fusion 360, Revit,3ds Max, Alias, Maya, RasterDesign: corsi e formazione per i professionisti

Articoli per la categoria ‘Articoli’

Protetto: Installare Express in AutoCAD MAP

Scritto da matteo.trasi On Maggio - 15 - 2020

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Obbligo del BIM e Revit

Scritto da matteo.trasi On Settembre - 7 - 2019

Le nuove leggi sulle opere pubbliche entrano man mano in vigore, e come riportato dal sito specializzato edilportale ( https://www.edilportale.com/news/2019/01/normativa/obbligo-del-bim-in-vigore-per-gli-appalti-pubblici-dai-100-milioni-di-euro-in-su_67729_15.html) le scadenze per l’entrata in vigore della obbligatorietà di presentare progetti in modalità BIM per le opere pubbliche sono di grande attualità.

BIM è la progettazione del presente, non più del futuro!

La decorrenza dell’obbligo dell’utilizzo di metodi e strumenti elettronici di modellazione (BIM) è quindi la seguente:

dal 1° gennaio 2019 (quindi già attiva) per le opere di importo superiore o pari a 100 milioni di euro
dal 2020 per i lavori complessi oltre i 50 milioni di euro
dal 2021 per i lavori complessi oltre i 15 milioni di euro
dal 2022 per le opere oltre i 5,2 milioni di euro
dal 2023 per le opere oltre 1 milione di euro
dal 2025 per tutte le nuove opere

Revit 2020 è il software di punta di Autodesk per il BIM

Diventa insomma fondamentale per chi si occupa di architettura e ingegneria civile imparare software per la progettazione BIM. Cosa c’è quindi di megli di un corso su Revit che è il “Re del BIM”?

Vi aspettiamo numerosi alle iscrizioni per i corsi su Revit, per imparare questa ormai indispensabile tecnologia BIM che con tutto il suo contorno segnerà il mondo della progettazione CAD civile e architettonica, impiantistica (la cosiddetta parte MEP di Revit) e strutturale del futuro prossimo!

Per informazioni inviaci una richiesta tramite il modulo di contatto per i corsi.

Impostare Joint in Fusion 360

Scritto da matteo.trasi On Settembre - 7 - 2019

In questi due video un esempio di impostazione di vincoli per la cinematica di un assieme. Autodesk Fusion 360 permette di fissare le regole di assemblaggio (quindi in pratica i vincoli di movimento, anche se in realtà più propriamente i software come Inventor, ad esempio, distinguono i “giunti” dai “vincoli”, ma per quanto ci riguarda possiamo assimilare le due cose).

Il primo video aggiunge i giunti dopo aver fissato a terra (ground) alcuni pezzi e aver reso “gruppo rigido” un assieme che deve risultare saldato internamente.

Aggiungere i Joint in Autodesk Fusion 360

Il secondo video mostra come impostare i “limiti” al movimento dei giunti, per imperdire movimenti “impossibili” incompatibili con la dimensione di alcune asole.

Impostazione dei limiti per i joint di Fusion 360

Riprendere una stampa 3D interrotta

Scritto da matteo.trasi On Aprile - 25 - 2018

Dopo qualche ora di stampa salta la luce? Il gatto stacca la spina giocando col topo? Ti è finito il filamento proprio sul più bello? Quando una stampa 3D si interrompe il tuo oggetto rimane irrimediabilmente a metà, ed è molto seccante se il processo di stampa era già a buon punto e i tempi per stamparlo lunghi. A parte il gatto, i problemi più comuni sono l’interruzione di corrente durante la stampa e il termine del filamento  (PLA, ABC o altro) , ma anche involontari reset della scheda, per esempio alcune stampanti quando si collega la presa USB e si attiva il software di controllo sul PC vengono resettate, interrompendo ogni operazione.

Alcuni firmware hanno un sistema di sicurezza che permette di “resuscitare” la stampa. Per esempio è tipico delle Wasp con il “resurrection system“.  Per poter attuare un simile miracolo, a prescindere dal firmware, sono a logica necessari alcuni requisiti:

  1. Sapere a che punto si è interrotta la stampa.
  2. Poter riposizionare la testina in quel punto.
  3. Sapere “cosa succede dopo” ovverosia avere a disposizione il G-Code (file con il codice di controllo della stampante) che è stato interrotto, per ripartire dal punto giusto e completare la parte mancante.

A che punto si è interrotta la stampa 3D

Come dicevamo alcuni firmware, quando si stampa un file presente sulla stampante, permettono di mantenere traccia del punto esatto del codice attualmente in esecuzione da parte dei motori e quindi se salta la corrente o finisce il filamento (se dotati del sensore) possono poi riprendere esattamente a eseguire il codice da quel punto, dopo aver ripristinato le temperature e la ventilazione.

Se non disponiamo di una simile stampante, quasi di sicuro non possiamo conoscere il punto esatto del G-Code in cui la stampa si è interrotta. Possiamo però sapere a che altezza è successo misurando con un calibro il pezzo parzialmente stampato per conoscere il suo punto di massima Z. Sarà necessaria la massima precisione, ovviamente, ma una volta nota la Z possiamo risalire  al layer in cui si è fermata la stampa, quindi alla sezione del G-Code da cui ripartire. Ci serve:

  • Un calibro o un calibro elettronico in grado di misurare le profondità
  • Il G-Code interrotto
  • Possibilmente i parametri usati per lo slice

Quindi:

Misuriamo l’altezza della stampa.

Apriamo il G-Code con un programma come il fantastico Notepad++ o il blocco Note di Windows e cerchiamo la riga che indica la nostra Z. Dato che la misurazione non può essere così precisa da “azzeccare” la Z esatta del G-Code, possiamo fare qualche calcolo se conosciamo i parametri dello slice: oppure usare un metodo più empirico.

Se abbiamo a disposizione i parametri di slice possiamo fare qualche calcolo: sottraiamo alla Z misurata lo spessore del primo layer di adesione, dividiamo il risultato per lo spessore degli altri layer e otterremo il numero con decimali che esprime la posizione in cui si è interrotta la stampa. Togliamo i decimali, moltiplichiamo per lo spessore layer e risommiamo lo spessore dello zero. In questo modo abbiamo arrotondato al layer sottostante la nostra misura.

Complicato? C’è un’altro modo più “spannometrico” ma spesso altrettanto valido: cerchiamo nel G-Code il testo che indica lo spostamento alla Z misurata senza decimali. Per esempio se abbiamo misurato 53.61 cerchiamo Z53. Dovremmo trovare qualche occorrenza di Z53 per tutti gli spostamento fra i 53 e i 54 millimetri. Scegliamo la riga del G-Code con l’occorrenza più vicina alla Z misurata e questo sarà il punto di ripartenza della stampa.

Riposizionare la testina

Una volta capita la Z, e avendo il codice G-Code in cui viene nominata la nostra Z, non va bene semplicemente eseguire il G-Code dal punto individuato! Prima bisogna scaldare l’estrusore, far scorrere un poco di materiale (prime) e azzerare gli assi, quindi riportare la testina alla Z giusta senza andare a sbattere contro il pezzo già stampato. Queste operazioni si possono di solito fare dal pannello di controllo della stampante: alziamo un pochino la Z, tenendo traccia di quanto la incrementiamo, scaldiamo e facciamo uscire qualche millimetro di materiale. Portiamo quindi X e Y a zero, per segnare la posizione Home su X e Y e poi riportiamo la Z alla sua posizione. Se fosse possibile potremmo anche portare la la Z a zero per il probe (solo se non si urtano i pezzi già stampati) e poi riportarla alla giusta altezza. Se non possiamo azzerare la Z, dovremo portarla a combaciare con il layer superiore, quindi inviare il G-Code necessario a indicare che la Z attuale è quella calcolata ai punti precedenti (codice G92 Z53.61 se la Z calcolata era 53.61).  Un’operazione analoga deve essere effettuata sulla posizione dell’estrusore: prendete nota del valore E nel primo comando G1 nel G-Code. Se per esempio E fosse 1920.78 e inviate G92 E1920.78. Quindi da un lato dovremo riportare le cose alla situazione in cui tutto si era interrotto, ma dall’altro dobbiamo indicare che le coordinate dell’estrusore e della Z sono proprio quelle: il codice G92 ci aiuta.

Riprendere

Copiamo e incolliamo il G-Code dal punto individuato fino alla fine in un nuovo file, inviamolo per la stampa e… incrociamo le dita. Un’ottima idea potrebbe essere scaldare di più la testina e andare estremamente piano (molte stampanti permettono di “rallentare” la stampa direttamente dal pannello di controllo). In questo modo si eviteranno gli urti violenti con la parte di layer già stampata e si permette alla testina di “fondere” eventuali ostacoli.

G-Code utile

Di seguito un esempio di G-Code inserito prima di quello creato con il “taglia e incolla” della procedura di cui sopra.

M104 S200 ;Scalda la testina senza aspettare
M82 ;absolute extrusion mode
G0 X0 Y0
G28 ;Home
M109 S200
;Prime the extruder
G92 E0
G1 F200 E7
G92 E2534.71925 ;imposta la posizione al valore presente nel G-Code successivo (questo è un valore di esempio)
M220 S40 ;imposta una velocità seguente del 40% (rallenta la stampa)
G1 Z50 ;riporta la Z sopra al punto di interruzione (nell’ipotesi era qualche mm sotto a 50)
M106 ;riaccende le ventole

 

Importare un STL in Fusion e convertirlo in solido

Scritto da matteo.trasi On Marzo - 12 - 2017

Abbiamo preparato un paio di filmati per suggerire una possibile strada per convertire in solido un STL grazie a Fusion 360. Naturalmente non si tratta di un compito scontato: gli STL sono superfici e nulla garantisce che siano chiuse ed ermetiche, quindi potrebbero proprio non rappresentare dei volumi. Molti tutorial su come convertire gli STL in solidi passano attraverso una preelaborazione in altri software, come Blender, MeshMixer, MeshLAB ed altro. In questo caso si tenta di avere il massimo controllo su ogni passaggio perchè, tra l’altro, l’STL è composto da facce “spigolose” come i triangoli e tipicamente approssima con un alto numero di triangoli le curvature. Con la conversione si drea in genere un solido pesantissimo, non arrotondato e spesso ingestibile nei modellatori più diffusi. La strada proposta in questo tutorial è più “rudimentale” e ha lo scopo di utilizzare un solo software, Autodesk Fusion, per l’operazione.

Sebbene altri metodi potrebbero permettere un controllo più rigoroso della conversione dei triangoli, il vantaggio del metodo proposto è la semplicità e il fatto che una volta importato in Fusion 360 il file STL così modificato e convertito in un “body” può essere utilizzato come un solido 3D subito nel programma, senza dover coinvolgere altri software.

Un secondo videotutorial precisa meglio alcune preelaborazioni disponibili in Fusion 360 per convertire STL in solidi “Body”, con qualche opzione in più per controllare l’accuratezza.

Corsi di BIM

Scritto da matteo.trasi On Giugno - 30 - 2016

Il BIM è oggi uno strumento fondamentale per chi progetta in architettura, e imparare a lavorarci con un corso dedicato al BIM può essere davvero importante per architetti, ingegneri e impiantisti. Il nostro corso sul BIM si basa su Revit, il software più moderno e all’avanguardia del settore. La progettazione BIM con Autodesk Revit è diventata una prassi, ormai, in Europa, e anche l’Italia si sta adeguando.

La progettazione BIM è il futuro dell'architettura per gli edifici pubblici

BIM e architettura

Oggi più che mai la formazione su Revit è importante per poter fruire appineo di questo strumento software. Senza un corso si rischia di usare questo prodotto di Autodesk come un software di progettazione CAD 3D, non cogliendo affatto la piena potenzialità del programma. Infatti molti ci hanno chiesto ancora se ci sono grosse differenze, per esempio fra Archicad e Revit, facendo riferimento ai risultati ottenibili nei render o nella creazione di modelli 3D, non cogliendo affatto il punto della questione. Chi ha seguito il corso, dopo aver applicato in pratica il metodo di lavoro durante le lezioni, guidato dal docente, esce invece finalmente dall’aula con le idee mille volte più chiare. Nel nostro corso sul BIM con Revit si apprende, lezione per lezione, il giusto approccio a questa tecnologia, dove il render, le viste 3D, le planimetrie, gli abachi, devono essere semplicemente intesi come effetti “collaterali” e automatici della giusta progettazione BIM, che è unitaria e produce appunto tutti questi aspetti.

un solo progetto BIM, tante visualizzazioni delle informazioni

Progettazione BIM unica per tutti gli aspetti tecnici

Ci si stacca quindi dal semplice concetto di progettazione 3D, per entrare pienamente nel Building Information Modeling, il BIM, apprendendo direttamente in aula la giusta logica da applicare.

Corsi-CAD offre una grande opportunità a chi vuole imparare il BIM: applicarlo tramite Revit, il programma più potente e moderno, e all’avanguardia nel settore. Se decidete di imparare questa modalità progettuale per l’architettura, lasciate perdere i software 3D architettonici che poco hanno di BIM e tanto di semplice 3D, e investite sulla vostra crescita con una formazione su un vero BIM come Revit. Non fraintendeteci: non abbiamo urgenza di “vendervi” un corso. I nostri corsi di Revit sono ormai da un anno strapieni (nei limiti del possibile, dato che limitiamo a 12 o 14 il numero di partecipanti a seconda anche delle aule, ma soprattutto per non degradare la qualità delle lezioni Revit/BIM). Se anche decidete di andare altrove, sinceramente vi consigliamo di imparare Revit, innanzitutto, perchè è proiettato verso il futuro e non è solo un aggiornamento di software “vecchi” che lavorano in 3D ma esistevano già prima che si parlasse di BIM.

Architettura e ingegneria con il BIM

Progettare in modo moderno

Poi, dopo, se volete, va benissimo imparare anche AutoCAD Architecture, Archicad, Allplan, Sketchup o altro. Tutto ottimi software. Ma il consiglio è di investire prima sul vostro futuro!

Windows 10 e AutoCAD 2015

Scritto da matteo.trasi On Ottobre - 21 - 2014

Siamo a ottobre e ormai è ufficiale: il nuovo Windows sarà Windows 10.

AutoCAD 2015 in Windows 10 - desktop di Windows

Windows 10 e le icone di AutoCAD 2015 – tutto ok!

Nessuna notizia ufficiale, ancora, sulla compatibilità dei prodotti Autodesk con la nuova versione di Windows. Ma perchè non provare noi stessi senza aspettare? Possiamo perchè Microsoft rilascia la versione “Technical preview” di Windows 10 liberamente scaricabile da qui, e possiamo quindi provarla su un PC reale o magari su una macchina virtuale (con software come VirtualBox  o VMWare Player).

Con Windows 10 si possono provare i prodotti Autodesk e imparare molto

Windows 10 – versione anteprima tecnica

Innanzi tutto Windows 10 segnerà il ritorno del tanto desiderato pulsante Start, eliminato nelle versioni di Windows 8 e Windows 8.1 (vedi questo post). Gli utenti aziendali, infatti, difficilmente accettano di lavorare con uno schermo ottimizzato per i tablet e pensato per eseguire un solo programma per volta. La nuova filosofia di Windows 8 è risultata quindi fallimentare e ha irritato la maggior parte degli utenti aziendali. La scelta di abolire il pulsante Start e soprattutto il relativo menu a favore della schermata Start di Windows, era stata portata avanti senza ascoltare i suggerimenti degli utenti, e ha generato un vero e proprio calo di popolarità di Windows, proprio dopo che Windows 7 aveva fatto dimenticare gli insuccessi di Vista (ormai dimenticato al punto che la maggior parte dei software Autodesk neppure lo considera più quanto a compatibilità).

Il nuovo menu di Windows 10 permette di effettuare le ricerche ma ha anche le tile modern ui

Il menu di Windows 10 ha spazio anche per le tile (le mattonelle) sulla destra

Ora ritorna l’approccio “Desktop” con finestre affiancabili, barra delle applicazioni, menu Start. Un totale ritorno al passato dunque? In realtà no: sui tablet verrà proposta l’interfacca Modern UI (quella con la schermata Start) e anche sul desktop non spariscono le “tile”, le mattonelle per richiamare i programmi, spesso animate e cariche di informazioni. Infatti a destra del menu Start vero e proprio convive un estratto della schermata Start di Windows 8, completamente personalizzabile e che all’inizio presenta le news, lo Store, e così via.

Ma veniamo al CAD: abbiamo provato AutoCAD 2015 e sembra funzionare benissimo. In alcune ore di utilizzo non abbiamo rilevato differenze rispetto al funzionamento su Windows 7. La versione testata è quella italiana a 64 bit, e anche se non possiamo dare ufficialità alla cosa, sembra proprio che nulla vada in conflitto fra la nuova versione di Windows e AutoCAD. Anche l’installazione è filata liscia, anche se alcuni componenti di Microsoft hanno necessitato di un download (il tutto comunque è automatico e viene richiesta solo un’autorizzazione per scaricare e installare il componente).

Potremo fruire quindi da subito di tutte le novità del nuovo Windows senza rinunciare al nostro CAD preferito, AutoCAD, e senza doverlo aggiornare a nuove release.

Prossimamente abbiamo intenzione di provare anche altri software come 3ds Max e Revit, o Inventor, ma vi sproniamo a provare in prima persona, perchè questa nuova versione di Windows è, a nostro avviso, destinata a riscuotere un buon successo anche negli uffici e nelle aziende, al contrario di quanto avvenuto con Windows 8 e Windows 8.1!

Menu e barre strumenti in AutoCAD 2015

Scritto da matteo.trasi On Maggio - 27 - 2014

Le aree di Lavoro di AutoCAD 2014. Era presente la Classica di AutoCAD

Le aree di Lavoro di AutoCAD 2014. Era presente la Classica di AutoCAD

Ormai da molti anni AutoCAD si presenta senza menu e barre degli strumenti, sostituiti dalla nuova Barra multifunzione, con le sue schede e pannelli  che contengono pulsanti ed elenchi. Sinceramente crediamo sia ormai il caso di abituarsi a questa “nuova” interfaccia introdotta ormai anni addietro, nel 2008, con AutoCAD 2009.
Però sappiamo che, là fuori, molti di voi utilizzano ancora la vecchia interfaccia, cui sono fortemente affezionati. E questo era facile da ottenere fino ad AutoCAD 2014: l’area di lavoro preimpostata Classica di AutoCAD permetteva proprio di riattivare in modo molto immediato i menu e le barre degli strumenti, escludendo contestualmente la Barra multifunzione di AutoCAD.

 

Ora con AutoCAD 2015 l’area di lavoro Classica di AutoCAD non è più disponibile. Permane solo in alcuni prodotti “verticali” basati su AutoCAD, come AutoCAD MAP 3D 2015.
In questo video proponiamo il  metodo per ricreare un’area di lavoro simile alla Classica di AutoCAD partendo da zero, quindi anche in AutoCAD 2015.

 

 

Il nostro consiglio in realtà è di utilizzare la nuova interfaccia con la Barra multifunzione e abbandonare menu e barre strumenti. Infatti, anche se a volte in AutoCAD la vecchia interfaccia permette di risparmiare qualche clic, è evidente che Autodesk non intende più di tanto mantenerla aggiornata. Di conseguenza i comandi e le procedure più recentemente introdotti, così come varie utili novità di AutoCAD, spesso non sono presenti nella vecchia interfaccia. Sarebbe difficile scoprire tutte le novità delle nuove versioni di AutoCAD se utilizziamo la “antica” area di lavoro Classica di AutoCAD, mentre molte delle novità sono spesso in bella mostra nella Barra multifunzione.

Comunque ognuno è libero di lavorare come meglio crede, e direi che anche questo è un aspetto molto apprezzabile di AutoCAD.

AutoCAD 2015 è qui

Scritto da matteo.trasi On Aprile - 2 - 2014

AutoCAD 2015 - il nuovo arrivato in casa Autodesk

La nuova versione di AutoCAD è ora disponibile

E’ uscito AutoCAD 2015, disponibile per il download, anche in italiano, sul sito Autodesk americano. Finalmente il nuovo AutoCAD si può provare e installare. Appena avremo preparato un’analisi della nuova versione 2015 di AutoCAD, scriveremo un post con l’elenco accurato delle novità interessanti di questa nuova versione.

Nuove schede grafiche GTX 750 da NVIDIA e nuovi driver

Scritto da matteo.trasi On Febbraio - 25 - 2014

Una scheda grafica senza pretese per la tua stazione CAD - non per il professionista del render

La scheda NVIDIA GTX 750 costa poco, è piccola, consuma poco.

NVIDIA, fornitore privilegiato di schede grafiche per chi si occupa di 3D e Render con i software Autodesk, ha rilasciato una nuova versione dei driver In concomitanza con il debutto delle schede video GeForce GTX 750Ti e GTX 750. Il driver ha il codice 334.89 WHQL ed è già disponibile per il download (vi consigliamo sempre di aggiornare i driver appena possibile se usate i CAD Autodesk). Per scaricarli si può utilizzare come al solito l’apposita funzione dal pannello NVIDIA GeForce Experience, se installato, oppure si possono scaricare direttamente dal sito del produttore, tramite questi link:

 

Scheda decente per la tua stazioncina CAD dell'ufficio

La GTX 750Ti offre prestazioni decenti per il 3D di AutoCAD, Inventor e Revit

Per quanto riguarda le nuove schede di serie 750, si tratta di schede grafiche di fascia medio-bassa, ma che permettono di usare in modo accettabile i software grafici come AutoCAD, 3ds Max, Maya, Inventor e Revit. La presenza di 512 o 640 CUDA le rende anche adatte a generare senza spendere troppo dei render con IRAY, che sfrutta proprio la tecnologia CUDA per i calcoli. Certo, siamo ben lontani dalle prestazioni e dal numero di unità di calcolo delle schede professionali, ma bisogna considerare che stiamo parlando di schede che costano attualmente dai 100 ai 160 euro. Quindi un altro pianeta rispetto alle schede NVIDIA Titan utilizzate dai professionisti del render, che offrono memoria, velocità di calcolo e alta banda passante, ma costano anche dieci volte tanto.

Come al solito la serie Ti è più spinta (esiste anche la variante Ti OC – overclock, ancor più veloce) rispetto a quella “liscia”, la GTX 750. Una nota interessante sono i consumi e le conseguenti dimensioni: la sorellina minore ha davvero dimensioni contenute e consumi bassissimi, al punto che in genere è realizzata con una sola ventola di raffreddamento e quindi può essere ospitata anche da computer di dimensioni “da scrivania”. Questo la rende sicuramente interessante per chi lavora con il CAD senza pretendere prestazioni molto spinte nel 3D, come accade per molti utenti aziendali. La scheda 750Ti, invece, ha dimensioni maggiori, presenta in genere due ventole, ma ha comunque consumi bassi e dimensioni non esagerate. Insomma un compromesso interessante per una stazioncina CAD senza troppe pretese ma efficiente per il lavoro di tutti i giorni.

Se vuoi imparare a utilizzare al meglio le schede grafiche per il render, con IRAY, considera se seguire il nostro corso di 3ds Max base o avanzato o  uno degli altri corsi avanzati sul Render.