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CORSI CAD A MILANO E LOMBARDIA – AutoCAD, MAP, Inventor, Fusion 360, Revit,3ds Max, Alias, Maya, RasterDesign: corsi e formazione per i professionisti

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pCon Planner e il render in AutoCAD e SketchUP

Scritto da matteo.trasi On Gennaio - 13 - 2021
Render da AutoCAD e Sketchup - pCon

Il logo di pCon, software fantastico e gratuito per i Render

pCon Planner ci è davvero piaciuto, per i render che è in grado di generare in modo così semplice e, tutto sommato, veloce. Ci siamo imbattuti quasi per caso in questo fantastico software gratuito, e abbiamo scoperto quanto pCon Planner possa essere utile a chi lavora in AutoCAD (di cui potete scaricare qui la versione di prova) o in SketchUP. E non dimentichiamo che ad oggi si può ancora scaricare una versione desktop gratuita di SketchUp (Make 2017) facendo il login su Trimble, quindi con pCon possiamo avere a disposizione il modellatore e il render gratuitamente!
pCon Planner è utile anche per utenti di altri CAD, perché è in grado di esportare i propri progetti in tantissimi formati, e lavora direttamente sui DWG 3D (oltre che 2D). Oltre al formato di AutoCAD abbiamo a disposizione molti altri importanti formati per importare ed esportare, come .skp di SketchUp, .3ds, .fbx e .dae. Possiamo quindi utilizzare pCon come un “coltello svizzero” per trasformare il nostro progetto dal modellatore preferito ai  formati più diffusi!

Ma andiamo con ordine…

Scaricare pConn

pCon Planner si può scaricare dal sito ufficiale e si presenta in due versioni: una gratuita (pCon STD) per gli utenti “finali” e i professionisti che progettano spazi, l’altra a pagamento (pCon PRO), non scaricabile, e destinata ai fabbricanti che vogliono implementare il processo di vendita dei propri prodotti. I fabbricanti che producono arredi, complementi d’arredo e accessori possono infatti pubblicare i loro oggetti 3D in cataloghi direttamente accessibili dagli utenti in pCon STD, grazie all’icona disponibile accanto a quella del Warehouse di Trimble… avete letto bene, si possono scaricare i modelli anche dalle famose raccolte di SketchUP! I Produttori possono rendere disponibili oggetti parametrici e con dati sul loro prodotto, per poi ricavare dai progetti dei professionisti e degli utenti le distinte degli ordini.

Dowanload software per render AutoCAD e render Sketchup

La home page di pCon e il suo download

Ma quindi cosa c’è per noi utenti? Immaginate quanto sarà facile realizzare un progetto di arredo con bellissimi render inserendo arredi “veri” e acquistabili, oltre a oggettistica varia presa dall’universo SketchUP. Voi direte: ma esiste un plugin anche in AutoCAD per importare i file skp, e siamo d’accordo. Ma non ne esiste uno per esportare (e per “parlare” con gli utenti di SketchUP free), mentre con pCon si può.

Dal punto di vista delle limitazioni di pCon STD, c’è una decisa carenza delle funzioni per la stampa tecnica (2D) dai layout: esiste un solo layout e poco configurabile. In realtà sperimentando abbiamo scoperto che si può utilizzare un cartiglio personalizzato creato in AutoCAD, a patto di non intimorirsi se si devono modificare alcuni file nelle cartelle di pCon, ma è “roba da smanettoni” e non è accessibile in modo immediato. Nella versione STD, inoltre, non si possono creare modelli 3D di arredo parametrici o con dati di catalogo (attributi) all’interno di pCon STD.

In compenso abbiamo strumenti potenti e parametrici per la creazione di muri, porte, finestre, aperture, soffitti, pavimenti e tetti, che lo fanno somigliare più a un CAD per l’architettura come ArchiCAD o AutoCAD Architecture che ad AutoCAD. Intendiamoci, senza strumenti sofisticati di pertsonalizzazione presenti in quei software, ma col vantaggio di offrire comandi molto semplici anche da imparare. Soprattutto non ci sono limitazioni sul render, e sulle immagini, video e panorami che si possono creare ed esportare, ed il tutto è semplicissimo e dà risultati fantastici.

 

Perchè usarlo

Mi aspetto da voi, a questo punto, una domanda: ma perchè utilizzare pCon per i render, se AutoCAD ha già il suo modulo per realizzarli? E anche chi usa SketchUp, in fondo, ha già molti renderizzatori anche gratuitiì, come Twilight Render, LuxCoreRender e molti altri come Kerkythea, Yafaray, per non parlare di quelli più professionali e con costi limitati, come V-Ray (su cui teniamo anche i corsi, ovviamente).

Il renderizzatore di AutoCAD, è ormai quasi inutilizzabile nelle nuove versioni: spesso il render si blocca senza dare segni di vita. Il fatto che sia lento sarebbe davvero il minore dei problemi, se almeno funzionasse in modo affidabile. Non possiamo permetterci di dover consegnare una foto, avviare il render la sera, vederlo partire, e la mattina scoprire che non ha funzionato e si è bloccato tutto. Purtroppo a noi pare che invece questo accada nella maggior parte dei casi. Ma allora, se fosse possibile creare i modelli nel nostro amato AutoCAD, e poi aprire il modello 3D, con i suoi materiali impostati, direttamente in un programma gratuito, per fare il render? e se questo programma è pCon, che ha anche un’ampia libreria accessibile di materiali e oggetti 3D per migliorare rapidamente lo “scheletro” creato in AutoCAD? Ecco pCon, magari non perfetto, ma sicuramente più stabile di AutoCAD e molto versatile e veloce se guardiamo esclusivamente il render, le luci, i materiali. Certo non può sostituire AutoCAD nel disegno tecnico, o nella modellazione 3D libera, però fa molto bene nel suoi ambito, il render.
E poi: avete mai provato a creare un filmato con AutoCAD? Se sì, sapete che non funziona! La funzionalità c’è (anche se hanno nascosto i pulsanti per accedere al comando ANIMAPERC, forse proprio perché sanno che non funziona). Ma vi troverete facilmente un filmato wmv con fotogrammi a 256 colori, malgrado i tempi biblici necessari!
pCon crea i filmati in tempi più accettabili, con qualità decisamente incomparabile a quanto ottenibile in AutoCAD.

Lo stesso discorso vale per SketchUP: pConn permette di completare con render di effetto la parte di rappresentazione, tanto più che nel caso di SketchUP non c’è un motore di render preinstallato.

Vediamo qualche esempio di immagini create con pCon da un modello DWG di AutoCAD e da SketchUP, perché le immagini parlano meglio di mille parole!

Vantaggi

  1. Prezzo: Gratuito
  2. Importa/Apre: immagini, DWG/DXF/DWT, pCon .pec, 3d Studio (solo 3ds), collada .dae, Autodesk FBX, GL Transformation (.glb, gltf), IFC, Alias .obj, PDF, ACIS SAT, SketchUP, STL, OFML (.env e .fml), EULUMDAT, IES
  3. Esporta/Salva: DWG/DXF/DWT, pCon .pec, 3d Studio (solo 3ds), collada .dae, Autodesk FBX,GL Transformation (.glb, gltf), IFC, Alias .obj,  SketchUP, USDZ Apple
  4. Renderizza/produce: immagini renderizzate anche HDR, video, panorami 3D, viste AR interattive, immagini vettoriali, stampa di una tavola (tipo layout di AutoCAD) o di un PDF. Permette anche di condividere su Web ambienti navigabili
  5. Accesso facile a: materiali generici sul web, oggetti di arredo dei produttori, materiali dei produttori, Trimble Warehouse, esempi
  6. Render ottimizzato: utilizza il motore di render osray (rimane provvisoriamente disponibile il vecchio motore yafaray, ma presto lo toglieranno) . Non abbiamo trovato documentazione ma possiamo dire che è molto più velodce di Twilight e anche, ci sembra, di V-Ray, sicuramente molto più rapido di quello di AutoCAD. Inoltre anche dopo pochi minuti di render progressivo, quando ancora si vedono molti “puntini”, interrompendo si attiva un motore di denoising dai risultati straordinari.
  7. Materiali semplici da impostare: è un vantaggio e uno svantaggio, infatti possiamo regolare la texture, il bump e le normali, e pochi altri parametri base. Semplice da usare ma non permette di creare materiali troppo avanzati.
  8. Facile modellazione architettonica: Muri, porte, finestre e altri elementi si creano e modificano in modo parametrico molto veloce (molto meglio di AutoCAD, ma non a livello di Revit o AutoCAD Architecture). Ha anche qualche strumento di modellazione libera (cubi, sfere, cilindri, coni, polilinee, estrusioni, sweep/seguimi, unisci, sottrai, interseca, trancia).

Svantaggi

  1. Flusso di lavoro: per usare i nostri modelli creati da altri software dobbiamo importarli/aprirli. A parte il formato DWG, che ci permette di modificare a posteriori le geometrie anche in AutoCAD, salvando da pCon, negli altri casi non abbiamo la possibilità di aggiornare il modello in pCon ma possiamo solo reimportarlo. Questo significa che se dobbiamo modificare un modello di SketchUP, per esempio variare qualche misura nel modello originale, che magri ci serve anche per altri scopi, dovremo poi reimportarlo, perdendo il lavoro precedentemente fatto in pCon per quanto riguarda luci, materiali, telecamere, impostazioni di render, oggetti aggiuntivi.
  2. Render che sfrutta il processore: se hai una GPU potentissima e costosa qui ti serve a poco. Rimane comunque lontano da software che eseguono render quasi in tempo reale, come Lumion, TwinMotion, Unity. Nulla di simile, qui. Si tratta di render “tradizionali” che richiedono comunque tempi lunghi, rispetto a queste nuove generazioni di software più vicine alla realtà aumentata o virtuale.
  3. Modellazione libera non potente: come già detto non ha gli strumenti di un AutoCAD o di un Inventor, ma neppure la libertà di movimento di SketchUP. Per cose semplici come un appartamento non troppo stravagante, però, se la cava egregiamente.
  4. 2D quasi inesistente: peccato che dopo aver modellato muri porte e finestre non si riescano ad ottenere tavole con sezioni e alzati da stampare in modo professionale!
  5. Comandi di modifica molto elementari: se da un lato sono facilissimi da imparare, a volte servirebbe qualcosa di più. Ma tutto sommato si lavora bene anche con questi limiti. La cosa più fastidiosa è che basta cliccare un oggetto per agganciarlo al mouse, il che causa continui spostamenti involontari di oggetti senza aver dato nessun comando.

 

Di seguito alcuni semplici render. Si tratta di esempi generati con Lumion e creati molto rapidamente da modelli AutoCAD 3D e da modelli SketchUp.

Cos’è Lumion

Lumion è un software ottimizzato per sfruttare le schede grafiche potenti dei computer moderni a per creare rapidamente render e filmati. Questo software crea quindi render ma non dispone internamente di un modellatore 3D vero e proprio: i modelli 3D devono essere importati da altri software. Bisogna dire che però Lumion mette a disposizione moltissimi oggetti già fatti (arredi, piante, fiori, persone animate, oggetti per gli esterni e gli interni architettonici) per completare il progetto importato. Inoltre ha un potente e semplice modellatore di paesaggi, effetti di acqua fantastici e molto altro.

Come si lavora con Lumion

Importando un modello 3D da Revit, AutoCAD, SketchUp o altri software di modellazione 3D, si possono poi applicare materiali e luci aggiuntive per un miglior effetto realistico, creare un paesaggio di contorno, e quindi generare render con immagini, filmati, panoramiche 3D in pochi minuti, La qualità dei render ha poco margine di miglioramento, è determinata da algoritmi abbastanza rigidi legati al modo in cui le schede grafiche possono simulare la realtà: anche se in genere i suoi render sono abbastanza belli, non si riescono a raggiungere i perfezionismi ottenibili con altri renderizzatori avanzati come per esempio V-Ray. D’altra parte Lumion genera i suoi render con una rapidità inarrivabile per V-Ray.

Ora lasciamo la parola alle immagini!

 

 

Corsi online di AutoCAD, Revit, Fusion

Scritto da matteo.trasi On Agosto - 17 - 2020
Corso CAD online

Corso CAD online (da remoto con docente)

La nostra proposta formativa si arricchisce con i corsi online!

Corsi online in tempo reale

I nostri sono veri corsi con docente, collegato via web, da remoto, per venire incontro alla richiesta di corsi in smart working per privati ed aziende. Non stiamo quindi parlando di video-corsi in cui si seguono istruzioni o filmati, bensì di lezioni online in cui voi e il docente CAD siete connessi online in tempo reale, e potete chiedere subito chiarimenti e interagire con l’insegnante! In pratica sarete in un’aula virtuale invece che in un’aula fisica, ma l’interazione sarà naturale e diretta!

Useremo piattaforme ormai di uso comune, come Zoom, Skype, Webex o il nostro preferito, Globalmeet. Interagirete, quindi, con una persona reale, il vostro trainer, che vi seguirà durante gli esercizi e vi spiegherà proiettando il proprio schermo in tempo reale. Con lui potrete parlare via webcam o scambiare informazioni via chat.

Per poter partecipare ai nostri corsi online di AutoCAD 2D, AutoCAD 3D, Revit, Fusion 360 e Office (teniamo anche corsi online su Excel e PowerPoint, per esempio) dovrete disporre di un PC connesso a Internet. Il vostro computer dovrà avere connessi microfono e webcam (non indispensabile ma fortemente consigliata), e disporre del software su cui seguirete il corso. Potrete così seguire comodamente da casa o dall’ufficio le nostre lezioni, ovunque vi troviate in Italia o all’estero (le lezioni dei corsi online a calendario sono in italiano, comunque).

Atrezzatura per il corso online

Certo, c’è qualche requisito utile da rispettare per poter seguire agevolmente il corso via web!

Dovete disporre di una connessione Internet stabile per seguire agevolmente il corso online. La connessione deve anche essere, possibilmente, abbastanza veloce (si consigliano 5Mbit come minimo – potete testare la vostra connessione con speedtest, per esempio). Una volta soddisfatto questo requisito, spesso raggiungibile anche tramite condivisione della connessione del cellulare, non avrete problemi. Oggi come oggi provider come Iliad offrono a prezzi accessibili (7 euro) connessioni con queste caratteristiche e abbastanza Giga da poter seguire più di un corso ogni mese.

Doppio schermo

E ora un prezioso consiglio, non vincolante, e valido anche per altri corsi che doveste seguire e per i vari web-meeting a cui, in questo periodo, molti di noi devono partecipare.

Per le lezioni online sul CAD o su Microsoft Office può essere molto utile disporre di due schermi. Su uno puoi seguire il docente e sull’altro schermo puoi sperimentare direttamente nel programma aperto quanto spiegato dall’insegnante online. Se non disponi di un doppio schermo puoi seguire lo stesso senza problemi, ma vista la sua comodità, ti consigliamo di sfruttare un Tablet o un cellulare come secondo schermo: per Windows e MacOS ci sono molti software, anche gratuiti che permettono di usare il Tablet come schermo secondario. Per esempio puoi provare spacedesk, facile da usare, una volta installato, e gratuito. Se dovessi avere difficoltà, ma vuoi ugualmente provarlo, chiedilo al nostro insegnante nella prima lezione, e ti aiuterà a configurarlo.

Vantaggi del corso online

Un’ultima osservazione: i corsi in aula offrono un contatto più diretto, a volte, con l’insegnante, ma anche i corsi online hanno punti a loro favore:

  • si eliminano i costi economici per spostarsi in aula
  • si azzerano i tempi per raggiungere la sede del corso a Milano
  • potete seguire ovunque vi troviate
  • la durata delle lezioni è sempre più breve rispetto ai corsi presenziali, quindi avrete tempo fra una lezione e l’altra per provare con calma, da soli, quanto appreso
  • potrete comunque chiedere chiarimenti, interagire con il docente, chiedere aiuto, proprio come se foste in un aula vera
  • le lezioni vengono registrate e per un periodo limitato di tempo potrete riguardarle con comodo, se aveste dimenticato qualche passaggio

Per fare un esempio: i corsi diurni di AutoCAD di solito impegnano 7 ore al giorno, in giornate consecutive, proprio per facilitare chi viene a Milano da lontano per seguire il corso e deve organizzarsi la trasferta. I corsi online durano circa 2 ore o 2 ore e mezza al giorno per la lezione, lasciando (a chi vuole) molto tempo fra una lezione e l’altra in cui sperimentare con calma, per proprio conto, quanto appreso. Per la verità questo è un vantaggio che offrono anche i corsi serali in aula, infatti, per due sere a settimana e durano circa tre ore a lezione.

Come in tutte le cose, quindi, è meglio valutare bene vantaggi e svantaggi dei corsi online rispetto ai corsi in aula fisica.
Se devi imparare a usare il CAD il nostro corso online è ben consolidato, e possiamo garantirti che abbiamo sempre ottenuto risultati davvero ottimi, con utenti che ritornano da noi per chiederci corsi avanzati o su altri software!

Ripartono i corsi in aula per AutoCAD

Scritto da matteo.trasi On Agosto - 14 - 2020

Finalmente, dopo l’emergenza COVID, per quanto ancora non del tutto superata, riattiviamo i primi corsi in aula.

aula corso autocad fusion inventor revit

Riaprono i corsi in aula di AutoCAD – posti limitati.

Partiamo a settembre con un corso di AutoCAD 2D, dal 15 settembre, con un corso diurno.

Questo corso di AutoCAD parte da zero e in quattro giorni vi porta a un uso professionale di AutoCAD per tutto quello che riguarda il 2D. Infatti, pur essendo classificato come corso base, in realtà affronta in modo approfondito tutti gli aspetti necessari a diventare subito produttivi, in modo molto completo su ogni tipo di disegno, creato da voi o ricevuto da altri. La nostra esperienza ci dice che molti “esperti” di AutoCAD in realtà sono utenti autodidatti di lunga data che sfruttano male il software, quasi sempre in modo non aggiornato, e poco professionale. Voi, invece, con questo corso imparerete i metodi di lavoro ottimali che rendono minima la fatica per lavorare in AutoCAD e per impararlo!

Per ora abbiamo pianificato anche un corso serale per tre sere a settimana dal 7 ottobre, sempre di AutoCAD 2D e con le stesse caratteristiche. In seguito amplieremo nuovamente l’offerta in aula per i nostri altri corsi (AutoCAD 3D e avanzato, Inventor, Revit, Stampa 3D, Fusion 360).

Per i prezzi del corso e le date delle lezioni su AutoCAD potete come sempre far riferimento alla nostra pagina del calendario corsi.

COVID-19 e corsi in aula – Comunicazione ai nostri clienti

Scritto da matteo.trasi On Giugno - 16 - 2020

L’anno 2020 è segnato da questa emergenza, non c’è niente da fare.

Misure di sicurezza per corsi CAD in era Covid 19

Il 2020 è segnato, anche per la didattica, dal flagello del COVID-19, che ha fermato i corsi in aula.

Anche noi abbiamo dovuto adeguarci, e abbiamo sospeso, probabilmente fino a settembre, i nostri corsi in aula. Potete ancora trovare a calendario alcuni corsi previsti per la fine di luglio in aula, ma non è probabile che potremo organizzarli. Invece, siamo partiti alla grande con i corsi online. Potete seguire comodamente da casa corsi del tutto equivalenti a quelli in aula, infatti il docente è connesso tramite il web e il corso è un vero e proprio corso interattivo, dove potete in qualunque momento intervenire e chiedere spiegazioni e approfondimenti. L’unico vincolo è disporre di una connessione ad internet adeguata e di un proprio computer con il software installato (spesso sono disponibili versioni temporanee per provare i software, ma meglio verificare le licenze). vi aspettiamo quindi numerosi nei nostri corsi online.

Consultate il nostro calendario per trovare i corsi online di AutoCAD, Revit e BIM, e i corsi online su Autodesk Inventor e molto altro.

Le novità di AutoCAD 2021 – taglia estendi

Scritto da matteo.trasi On Giugno - 16 - 2020
Avvio del nuovo AutoCAD 2021 per le lezioni sul software

L’avvio della nuova versione di AutoCAD non differisce da quella delle precedenti.

In AutoCAD 2021, per la verità, non ci sono moltissime novità. Quando lo avviate faticherete a distinguerlo da una versione AutoCAD 2020 o anche AutoCAD 2019, e i nuovi pulsanti o le nuove funzionalità non appaiono in modo eclatante.

A parte il nuovo metodo di gestione delle licenze, la novità forse più rilevante della nuova versione, che utilizziamo nei nostri corsi su AutoCAD, è nei comandi TAGLIA ed ESTENDI.

Questi comandi, fondamentali per chi disegna in 2D e non solo, fanno parte del principale metodo di lavoro per disegnare con precisione in AutoCAD: il metodo di disegno per parallele. In pratica mille volte avrete usato il comando OFFSET di AutoCAD per creare una misurazione a distanza nota da una linea (o arco) di partenza, e avrete poi dovuto, nella maggior parte dei casi, adeguare il risultato accorciando, allungando, cancellando dei tratti delle linee esistenti. Qui entrano in gioco i nostri due fondamentali comandi: TAGLIA (TRIM in inglese) es ESTENDI (EXTEND n inglese), oltre, spesso al comando RACCORDA (FILLET).

Ebbene proprio TAGLIA ed ESTENDI hanno sempre rappresentato uno scoglio nell’apprendimento di chi parte da zero, per le richieste di selezione non intuitive che pongono. Meglio dire… ponevano! Vediamo

Per chi parte da zero le novità rendono questi due comandi molto più intuitivi e potenti, per chi già li conosceva alla “vecchia maniera” AutoCAD fronisce la possibilità di utilizzarli com’erano prima, ma vi consigliamo, come al solito, di aggiornare il vostro modo di lavorare per sfruttare AutoCAD nel modo più “moderno” possibile!

Basta parlare, vediamo in questa video lezione un rapido tutorial, come parte del corso di aggiornamento ad AutoCAD 2021….

Installare Express in AutoCAD MAP

Scritto da matteo.trasi On Maggio - 15 - 2020

In questo video si spiega come aggiungere le funzionalità Express in AutoCAD MAP durante la fase di installazione. Per un corso completo su AutoCAD MAP puoi consultare la nostra pagina dedicata. Il menu express contiene utilissimi comandi come per esempio quelli per esplodere i blocchi senza perdere la compilazione degli attributi e senza perdere i colori e le altre caratteristiche DaBlocco, oppure il comando per appiattire il disegno tramite proiezione (FLATTEN), i comandi per creare nuove forme e tipi di linea che magari le utilizzano, quelli per gestire i collegamenti e molto altro.

Obbligo del BIM e Revit

Scritto da matteo.trasi On Settembre - 7 - 2019

Le nuove leggi sulle opere pubbliche entrano man mano in vigore, e come riportato dal 

Progettare in BIM - corso ABC Corsi

Laprogettazione BIM permette di gestire progetti dal più piccolo al più grande!

sito specializzato edilportale ( vedi) le scadenze per l’entrata in vigore della obbligatorietà di presentare progetti in modalità BIM per le opere pubbliche sono di grande attualità.

BIM è la progettazione del presente, non più del futuro!

La decorrenza dell’obbligo dell’utilizzo di metodi e strumenti elettronici di modellazione (BIM) è quindi la seguente:

dal 1° gennaio 2019 (quindi già attiva) per le opere di importo superiore o pari a 100 milioni di euro
dal 2020 per i lavori complessi oltre i 50 milioni di euro
dal 2021 per i lavori complessi oltre i 15 milioni di euro
dal 2022 per le opere oltre i 5,2 milioni di euro
dal 2023 per le opere oltre 1 milione di euro
dal 2025 per tutte le nuove opere

Il BIM nell'architettura - corso di Revit BIM

Il BIM permette non solo di progettare, ma di mantenere il manufatto in modo efficiente.

Revit 2020 è il software di punta di Autodesk per il BIM. Diventa insomma fondamentale per chi si occupa di architettura e ingegneria civile imparare software per la progettazione BIM. Cosa c’è quindi di megli di un corso su Revit che è il “Re del BIM”?

Vi aspettiamo numerosi alle iscrizioni per i corsi su Revit, per imparare questa ormai indispensabile tecnologia BIM che con tutto il suo contorno segnerà il mondo della progettazione CAD civile e architettonica, impiantistica (la cosiddetta parte MEP di Revit) e strutturale del futuro prossimo!

Per informazioni inviaci una richiesta tramite il modulo di contatto per i corsi.

Impostare Joint in Fusion 360

Scritto da matteo.trasi On Settembre - 7 - 2019

In questi due video un esempio di impostazione di vincoli per la cinematica di un assieme. Autodesk Fusion 360 permette di fissare le regole di assemblaggio (quindi in pratica i vincoli di movimento, anche se in realtà più propriamente i software come Inventor, ad esempio, distinguono i “giunti” dai “vincoli”, ma per quanto ci riguarda possiamo assimilare le due cose).

Il primo video aggiunge i giunti dopo aver fissato a terra (ground) alcuni pezzi e aver reso “gruppo rigido” un assieme che deve risultare saldato internamente.

Aggiungere i Joint in Autodesk Fusion 360

Il secondo video mostra come impostare i “limiti” al movimento dei giunti, per imperdire movimenti “impossibili” incompatibili con la dimensione di alcune asole.

Impostazione dei limiti per i joint di Fusion 360

Riprendere una stampa 3D interrotta

Scritto da matteo.trasi On Aprile - 25 - 2018

Stampa 3D interrotte: come riprendere? lezione su G-CODE per stampa FDM da CAD

Una stampa FDM si può interrompere per mille motivi!

Dopo qualche ora di stampa salta la luce? Il gatto stacca la spina giocando col topo? Ti è finito il filamento proprio sul più bello? Quando una stampa 3D si interrompe, il tuo oggetto rimane irrimediabilmente a metà, ed è molto seccante se il processo di stampa era già a buon punto e i tempi per stamparlo lunghi. A parte il gatto, i problemi più comuni sono l’interruzione di corrente durante la stampa e il termine del filamento  (PLA, ABC o altro) , ma anche involontari reset della scheda, per esempio alcune stampanti quando si collega la presa USB e si attiva il software di controllo sul PC vengono resettate, interrompendo ogni operazione. Anche se hai seguito un ottimo corso sulla stampa 3D non puoi farci nulla!

Stampa 3D interrotta - corso su GCODE e stampa fdm CAD

Con il giusto GCode possiamo rimediare!.

Alcuni firmware hanno un sistema di sicurezza che permette di “resuscitare” la stampa. Per esempio è tipico delle Wasp con il “resurrection system“.  Per poter attuare un simile miracolo, a prescindere dal firmware, sono a logica necessari alcuni requisiti:

  1. Sapere a che punto si è interrotta la stampa.
  2. Poter riposizionare la testina in quel punto.
  3. Sapere “cosa succede dopo” ovverosia avere a disposizione il G-Code (file con il codice di controllo della stampante) che è stato interrotto, per ripartire dal punto giusto e completare la parte mancante.

A che punto si è interrotta la stampa 3D

Come dicevamo alcuni firmware, quando si stampa un file presente sulla stampante, permettono di mantenere traccia del punto esatto del codice attualmente in esecuzione da parte dei motori e quindi se salta la corrente o finisce il filamento (se dotati del sensore) possono poi riprendere esattamente a eseguire il codice da quel punto, dopo aver ripristinato le temperature e la ventilazione.

Se non disponiamo di una simile stampante, quasi di sicuro non possiamo conoscere il punto esatto del G-Code in cui la stampa si è interrotta. Possiamo però sapere a che altezza è successo misurando con un calibro il pezzo parzialmente stampato per conoscere il suo punto di massima Z. Sarà necessaria la massima precisione, ovviamente, ma una volta nota la Z possiamo risalire  al layer in cui si è fermata la stampa, quindi alla sezione del G-Code da cui ripartire. Ci serve:

  • Un calibro o un calibro elettronico in grado di misurare le profondità
  • Il G-Code interrotto
  • Possibilmente i parametri usati per lo slice

Quindi:

Misuriamo l’altezza della stampa.

Apriamo il G-Code con un programma come il fantastico Notepad++ o il blocco Note di Windows e cerchiamo la riga che indica la nostra Z. Dato che la misurazione non può essere così precisa da “azzeccare” la Z esatta del G-Code, possiamo fare qualche calcolo se conosciamo i parametri dello slice: oppure usare un metodo più empirico.

Se abbiamo a disposizione i parametri di slice possiamo fare qualche calcolo: sottraiamo alla Z misurata lo spessore del primo layer di adesione, dividiamo il risultato per lo spessore degli altri layer e otterremo il numero con decimali che esprime la posizione in cui si è interrotta la stampa. Togliamo i decimali, moltiplichiamo per lo spessore layer e risommiamo lo spessore dello zero. In questo modo abbiamo arrotondato al layer sottostante la nostra misura.

Complicato? C’è un’altro modo più “spannometrico” ma spesso altrettanto valido: cerchiamo nel G-Code il testo che indica lo spostamento alla Z misurata senza decimali. Per esempio se abbiamo misurato 53.61 cerchiamo Z53. Dovremmo trovare qualche occorrenza di Z53 per tutti gli spostamento fra i 53 e i 54 millimetri. Scegliamo la riga del G-Code con l’occorrenza più vicina alla Z misurata e questo sarà il punto di ripartenza della stampa.

Riposizionare la testina

Una volta capita la Z, e avendo il codice G-Code in cui viene nominata la nostra Z, non va bene semplicemente eseguire il G-Code dal punto individuato! Prima bisogna scaldare l’estrusore, far scorrere un poco di materiale (prime) e azzerare gli assi, quindi riportare la testina alla Z giusta senza andare a sbattere contro il pezzo già stampato. Queste operazioni si possono di solito fare dal pannello di controllo della stampante: alziamo un pochino la Z, tenendo traccia di quanto la incrementiamo, scaldiamo e facciamo uscire qualche millimetro di materiale. Portiamo quindi X e Y a zero, per segnare la posizione Home su X e Y e poi riportiamo la Z alla sua posizione. Se fosse possibile potremmo anche portare la la Z a zero per il probe (solo se non si urtano i pezzi già stampati) e poi riportarla alla giusta altezza. Se non possiamo azzerare la Z, dovremo portarla a combaciare con il layer superiore, quindi inviare il G-Code necessario a indicare che la Z attuale è quella calcolata ai punti precedenti (codice G92 Z53.61 se la Z calcolata era 53.61).  Un’operazione analoga deve essere effettuata sulla posizione dell’estrusore: prendete nota del valore E nel primo comando G1 nel G-Code. Se per esempio E fosse 1920.78 e inviate G92 E1920.78. Quindi da un lato dovremo riportare le cose alla situazione in cui tutto si era interrotto, ma dall’altro dobbiamo indicare che le coordinate dell’estrusore e della Z sono proprio quelle: il codice G92 ci aiuta.

Riprendere

Copiamo e incolliamo il G-Code dal punto individuato fino alla fine in un nuovo file, inviamolo per la stampa e… incrociamo le dita. Un’ottima idea potrebbe essere scaldare di più la testina e andare estremamente piano (molte stampanti permettono di “rallentare” la stampa direttamente dal pannello di controllo). In questo modo si eviteranno gli urti violenti con la parte di layer già stampata e si permette alla testina di “fondere” eventuali ostacoli.

G-Code utile

Di seguito un esempio di G-Code inserito prima di quello creato con il “taglia e incolla” della procedura di cui sopra.

M104 S200 ;Scalda la testina senza aspettare
M82 ;absolute extrusion mode
G0 X0 Y0
G28 ;Home
M109 S200
;Prime the extruder
G92 E0
G1 F200 E7
G92 E2534.71925 ;imposta la posizione al valore presente nel G-Code successivo (questo è un valore di esempio)
M220 S40 ;imposta una velocità seguente del 40% (rallenta la stampa)
G1 Z50 ;riporta la Z sopra al punto di interruzione (nell’ipotesi era qualche mm sotto a 50)
M106 ;riaccende le ventole